Dal Blog di Jack Hoban
In una recente lettera Hatsumi Sensei ha incluso questo dipinto:
“Kanpeki”
Al primo sguardo, il primo kanji assomiglia al termine “Kanpeki” che significa “perfetto”. Tuttavia i disegni di Sensei Hatsumi possono essere interpretati in molti modi diversi. Osservando il dipinto, possiamo vedere il fondatore dello Zen (“Daruma” nella pronuncia giapponese).
Si narra anche che egli fece lo “Shugyou” solamente sedendo affacciandosi davanti ad un muro per nove lunghi anni, affinchè le sue gambe divennero inutilizzabili e cadde.
Forse qualcuno di voi avrà già visto una riproduzione del Budda rotondo, simbile ad una bambola nei negozi giapponesi, o all’interno delle case giapponesi.
Il significato del kanji ? (“kan”) è completo. Tuttavia, per “kan” Sensei Hatsumi utilizza? (“attraverso”). Sensei inoltre gioca con il termine “peki”. Il significato del termine “peki” (?) è “gioiello cinese con pietra preziosa”. Questo potrebbe riferirsi ala seguente vecchia storia cinese:

Durante I tempi di guerra, esisteva un Re che possedeva un raro gioiello adornato da una pietra preziosa. Un Re di un altro potente stato, desiderava possedere il gioiello con la pietra preziosa e offrì quindici paesi in cambio.
Ma, il secondo Re, era meglio conosciuto anche per la sua crudeltà, avidità e inaffidabilità. Quindi il primo Re, preoccupato disse: “se consegnamo il gioiello ed il Re non mantiene la promessa fatta, perderemo la nostra faccia”.
Tuttavia, se non consegnamo il gioiello, invierà I suoi soldati per distruggerci”. Malgrado tutto, il primo Re, aveva al suo fianco un grande uomo come consigliere. Il saggio uomo si offrì di assolvere al compito: “Mi lasci effettuare la consegna del gioiello, ed osserverò il Re. Se non mi sembrerà in grado di mantenere la sua promessa, riporterò indietro il gioiello con la pietra preziosa in condizioni perfette e senza un graffio.
L’uomo saggio quindi venne inviato nello stato del secondo Re con l’obiettivo di effettuare la consegna del gioiello in cambio dei paesi.
Ma il secondo Re, non sembrava intendesse mantenere la sua promessa. Quindi l’uomo saggio disse, “il gioiello con la pietra preziosa ha un graffio, ve lo mostrerò”.
Quando il Re gli restituì il gioiello, l’uomo saggio allora disse, “sono venuto qui perchè il mio Re si fidava di voi, e vi manda questo messaggio “non dovremmo rompere il rapporto amichevole tra i nostri stati a causa di un gioiello.”.
L’uomo saggio quindi scappò riportando con se il gioiello con la pietra preziosa al Suo Re, in perfette condizioni. Esso riuscì a preservare la dignità del proprio Stato senza dover arrendersi a stati più potenti.
La missione era perfettamente riuscita. Quindi …. Lavoro perfetto, condizioni perfette – e questo è il concetto di “kanpeki”.
Sensei Hatsumi, tuttavia ha disegnato alcuni segni, ed ora il kanji è (“muro). Quindi…. Nell’immagine abbiamo Daruma seduto davanti ad un muro, il quale potrebbe avere l’intenzione di utilizzare la propria intenzione per perforare”attraverso”. Ma attraverso cosa? Desiderio? Per cosa? Perfezione? Chi lo sa? Ma tuttavia perforare potrebbe anche essere attraverso il desiderio dei sei sensi (vedere discussione Rokkon Shoujou qui sotto).
Solamente Sensei Hatsumi, lo sa. Questi sono il divertimento e l’ispirazione che provengono dai suoi dipinti. Qual’è la sensazione che sentite guardandoli? Forse quello che sentite è il vero significato.
E’ stato annunciato che il tema per l’anno 2010 è “Rokkon Shoujou” . Ciò forse si riferisce al concetto buddista di “Rokkon Shoujou” il quale originariamente signfica che non dobbiamo indulgere troppu utilizzando i nostri sei sensi (vedere, sentire, gustare, toccare e percepire), ma piuttosto, purificare noi stessi dal desiderio, forse recandoci in montagna e rimanendo soli. Come possiamo vedere, Sensei ha cambiato i kanji (come al solito) cosi il significato diventa…. Chi sa cosa? Ricevere la felicità dal paradiso purificando lo spirito con i sorrisi?” E ancora una volta, solo Sensei lo sa. Credo, che sapremo molto presto, ma solamente se continuiamo ad andare Avanti… keep going.

Rokkon Shoujou
Siamo anche stati avvisati di essere preparati ad allenarci con il “Tachi“ cioè la spada lunga. Sono sempre interessato a lavorare con la spada per diverse ragioni. Prima, la spada è il cuore e l’anima delle arti marziali. Seconda, in termine di aspetti tattici delle arti marziali, possiamo vedere che la spada manifesta la purezza delle linee e lo spazio del combattimento, e nel campo di battaglia nell’insieme.
Terza, la spada rappresenta la distanza nel combattimento reale di una baionetta o di una pistola. Io credo che tutti possiamo trovare molte ragioni del perchè lavorare con la spada è molto importante ed aiuta nell’apprendimento del vero combattimento all’interno dello shinken gata
E, suppongo, questa sarà l’essenza dell’allenamento per l’anno 2010. Divertiamoci dunque!!
Il modo migliore di mantenere il passo con gli insegnamenti di Sensei Hatsumi è quello di recarsi in Giappone. Ma tuttavia tra viaggi, suggerisco di seguire il blog di Doug Wilson. Ed inoltre potrete trovare molte informazioni nel sito web di Joji Ohashi.
Come ho affermato più volte, ho iniziato il mio allenamento con Sensei Hatsumi, quando avevo 25 anni, e lui ne aveva 50. Durante le mie recenti visite in Giappone divenne chiaro per me già durante i primi dieci minuti di allenamento, ancora una volta, che Sensei Hatsumi è avanti di 25 anni rispetto a noi. “Il “tema-no tema” dl 2009 in Giappone evolve intorno al concetto di (sainou – abilità, shin/kokoro –cuore, ki/utsuwa – capacità) con grande enfasi sulla “connessione.”
Queste mi fece pensare al fatto che dobbiamo sforzarci di mantenere le nostre abilità per rimanere connessi al cuore degli insegnamenti della Bujinkan a seconda delle proprie capacità personali.
Come i lettori di questi messaggi anticipati sanno, per mantenere il “filo” che raggiunge Sensei Hatsumi attraverso le differenze di questi 25 anni con il mio metodo di allenamento e le mie esperienze di vita, creando temi per i Buyu ogni anno allo scopo di aiutarli a mantenere “i punti connessi”.
Quest’anno sto guardando al san shin in termine di “tecniche, tattiche ed etica.” Come abbiamo visto lo scorso anno, i cinque movimenti del san shin no kata hanno inclusi delle lezioni che sono sia “tecniche” (come concetto di colpire con un pugn, calci, o di semplici movimenti) che “tattiche” (come per la tempistica, la distanza, ed il controllo dello spazio tattico).
Quest’anno vorrei esplorare le lezioni “etiche” all’interno del san shin no kata. Al Daikomyosai quest’anno Sensei Hatsumi, ha sottolineato il fatto che dobbiamo “avere cura del nostro avversario”.
Si stava meramente riferendo all’allenamento con il nostro partner dentro al dojo? Oppure, si stava riferendo a chi ci attacca veramente? Io credo che si riferisse ad entrambi.
Se questo è il caso, allora, quali sono gli elementi all’interno delle tecniche in sè che proteggono la vita, la nostra ovviamente, ma anche quella del nostro avversario? Io credo che l’esplorazione di queste lezioni ci guiderà verso il nostro obiettivo quello cioè di diventare un Guerriero Etico, e come ultimo, raggiugere l’illuminazione dei guerrieri.
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Waza (Tecniche) |
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Senjutsu (Tattica) |
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Rinri (Etica) |
Ma che cos’è il Guerriero Etico? In un discorso che ho tenuto al Marine Corps Museum a Quantico, in Virginia il 18 Dicembre 2009, ho utilizzato le seguenti parole: “Il Guerriero Etico è un protettore della vita”. Il Guerriero Etico non è un solamente un lottatore, anche se facciamo combattimento realmente. Non meramente come killer, tuttavia potremmo essere chiamati per uccidere.
Il Guerriero Etico è prima di tutto un protettore – un protettore del nostro stato – dei nostri amici ed alleati, protettore degli innocenti – e qualche volta anche di chi non è innocente … E si, qualche volta siamo anche protettori dei nostri nemici. Simile al contrastatore sicuramente, ma questo è anche il motivo per il quale questo non è molto intuitivo e segreto. Protettori di sè stessi e degli altri. Ma quali altri? Tutti gli altri. Se possiamo,”Questo è quello che facciamo.”

USMC photo courtesy of Homer Brett
Uccidere solamente per proteggere una vita. Purificare la propria mente e tutto il resto. Questo è la moralità del guerriero. Non potrai prendere un concetto predatorio, perchè tu non sei un predatore. Tu sei un protettore. Hai una coscienza. Accendila, non spegnerla.
Le persone potrebbero forse dire: “Questo è niente, i guerrieri si trovano in situazioni pesanti con persone pericolose. Renderete i vostri allievi deboli o esitanti o “troppo carini” tramite quell’approccio.”. Sbagliato. E’ come dire che la natura protettiva di un Padre per suo figlio, o di una Madre per i suoi bambini, o di un Marine per i suoi soldati, li rende deboli.
Sicuri, e non più vulnerabili, le arti marziali non sono fatte solamente per proteggere il nostro corpo, in guerra avete poco controllo di quello che accade al vostro corpo. Infatti, i soldati più bravi vengono spesso uccisi, perchè devono essere leader e fare cose difficoltose che la maggior parte delle persone non possono fare.
Ma che cosa accade se non morite? E se sopravvivete? Questa è la parte più difficile, vivere dopo aver fatto quello che doveva essere fatto. Quindi, l’allenamento dei veri guerrieri ha un cuore, un centro, e ancora più importante, i metodi di protezione della mente e dello spirito nel caso in cui si sopravviva. Le tecniche fisiche e le tattiche potranno forse proteggere il vostro corpo; ma quelle etiche proteggono l’anima.
Si vive una bella vita come protettore, una vita migliore. Ma ciò rimane comunque molto pericoloso. Questo è il motivo per il quale è necessario lavorare duramente per apprendere le capacità delle arti marziali. Tutte.
Questa è la nostra missione per il 2010. Esplorare la vita preservando la saggezza della nostra arte all’interno delle tecniche in sè. Gambattemashou!
Jack Hoban